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DECLUTTERING EMPATICO – Due eventi in via del Porcellana

Sono molto felice di annunciarvi che abbiamo finalmente la possibilità di incontrarci dal vivo! 
Qualche settimana fa ho incontrato  la Silvia di AllSistersStudio e abbiamo concepito questi due giorni per parlare di leggerezza e consapevolezza nei nostri armadi.  (Lei lo racconta in questo articolo)

Saranno due aperitivi per parlare dei nostri armadi e dei vestiti che ci abbiamo messo dentro, in particolare cercheremo di capire come liberarci responsabilmente di tutti quei capi che occupano spazio e bloccano la nostra trasformazione. Ci concentreremo anche sulle soluzioni pratiche, fornendoti una lista di associazioni e artigiani interessati a quei capi che per te rappresentano un blocco, e per loro sono un preziosissimo materiale creativo.

I due eventi si terranno da All Sister Studio, in Via del Porcellana 57/59r – Firenze, il 28 Maggio e il 4 Giugno. Sono ad ingresso libero anche se è necessario prenotare.

AllSistesStudio è uno spazio creativo che si trova a Firenze,  molto vicino alla stazione di Santa Maria novella.
Lo spazio è abitato in pianta stabile da Silvia Baracani, architetta olistica e Maya Boll, artista e tatuatrice. Intorno allo spazio gravitano poi altre professionalità, altre sorelle.
Il posto è molto accogliente, e tutto ruota intorno a questo salottino, dove vengono organizzati piccoli eventi e corsi, in un’atmosfera così rilassante e protetta che ha fatto sentire a mio agio anche me! 🦔


Decluttering dell’armadio – Fare spazio alla nuova te
Con Silvia Baracani e Valentina di Punto.fun

Un Salotto dedicato a quegli abiti che non parlano più di noi. Ti aiuteremo a guardare il tuo armadio con occhi nuovi. Con empatia, ma anche con ironia e immaginazione.

Ti aspetta un salotto per:
– lasciare andare ciò che non ti rappresenta più
– riscoprire il valore del dono, della trasformazione e del riciclo
– ricevere una lista di possibilità concrete per ripartire 

 Mercoledì 28 maggio – h 18:00 – Via del Porcellana 57/59r – Firenze

Ricicla la tua felpa! Troviamo una destinazione per i vestiti che non vuoi più
Con Silvia Baracani, Valentina di Punto.fun e Maya Boll 

Due ore insieme per parlare di riuso, creatività e possibilità.

BARATTA CON PUNTO! Porta le tue vecchie felpe e ricevi buoni sconto da 7 euro ogni kg di felpa donata. I buoni sono validi per gli acquisti su www.punto.fun. Più informazioni su materiali adatti >>qui<<

SESSIONE DI ACTION PRINTING con Maya Boll. Porta una t-shirt chiara e fatevi stampare in diretta il logo delle All Sisters. Un gesto collettivo e affettivo, che parla di unione, alleanze, sorellanze.

 Martedì 4 giugno – h 18:00–20:00 – Via del Porcellana 57/59r – Firenze

Conferma la tua presenza al 348 0840303 per permetterci di organizzare al meglio


Il posto è in pieno centro storico di Firenze,  a due passi da Piazza santa Maria Novella. Il modo migliore per raggiungerlo è in treno/mezzi pubblici. Per accedere all’interno c’è un gradino. 

Se vi servono sono più informazioni scrivetemi una mail 

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guida materiali per baratto

Questo articolo serve a integrare questo: Baratto, pagami in felpe. Se non l’hai letto fallo.

Anche se con felpa si intende solitamente un indumento sportivo con cappuccio o senza, merceologicamente la felpa è un tessuto. Per la precisione è una maglia, perché ottenuta da un unico filato a differenza di un tessuto che ne ha due (trama e ordito). La lavorazione a maglia gli conferisce elasticità. 

Per quanto riguarda la composizione del filato è tradizionalmente di cotone, anche se spesso si trovano maglie di felpa con composizione mista (Poliestere Spandex Viscosa) La composizione del filato determinerà la mano del tessuto, la sua lucentezza, la sua capacità di trattenere il calore, l’elasticità e ovviamente il modo in cui il tessuto deve essere smaltito. 

Il dritto della felpa (quello che vediamo di un indumento) è solitamente rasato, il rovescio (il lato a contatto con il corpo) può essere garzato o non garzato.

felpa tessuto
dritto rasato – rovescio garzato (ovvero pelosetto)
felpa tessuto
dritto rasato – rovescio non garzato

Si può pensare che dalla lavorazione del rovescio sia determinata la pesantezza del capo, ed in parte è così, ma è il peso del tessuto (g/m²) che fa la vera differenza. In pratica lo spessore del materiale. Per fare un esempio una maglietta si aggira tra i 130 e i 160 grammi al metro quadrato. Per la felpa le grammature si aggirano tra i 240 e i 300 g/m².

Quello che cerco sono indumenti di felpa, anche a composizione mista. Vanno bene pantaloni, felpe con e senza cappuccio, con o senza cerniera. Perfetti sono indumenti per adulto senza grandi loghi.

Vanno bene felpe brutte, stampe orrende, colori pazzi. Confesso il mio debole per la pelliccia sintetica che accetto per simpatia. Valuto anche il pile.

Quello che non sto cercando sono indumenti sportivi di altro materiale. Non sono interessata a quelle tute scivolose che andavano di moda negli anni 90. Quindi niente acrilico, acetato, triacetato e poliestere, se non in percentuali molto basse. 

Non sto cercando maglioni. Non sto cercando pellicce. 

Ecco qualche esempio:

Per ogni dubbio, richiesta di informazioni o curiosità, scrivimi una mail, cercherò di guidarti passo passo!

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Simboli di lavaggio

Una corretta manutenzione dei nostri vestiti è fondamentale per farli durare nel tempo. Come fare questa manutenzione ce lo dicono i simboli sull’etichetta di lavaggio. Questa è solitamente cucita all’interno del capo, spesso sul fianco sinistro. Ma cosa vogliono dire quei simboli e come leggere l’etichetta?

La composizione di un tessuto è solitamente la prima cosa indicata nell’etichetta, che riporterà le percentuali delle fibre che lo compongono, ad esempio 100% cotone o 60% lana 40% acrilico.

La maggior parte delle volte questa informazione è sufficiente per una corretta manutenzione dell’indumento. Su questo blog c’è un articolo in cui trovi un elenco delle fibre tessili più comuni, le loro caratteristiche e come prendersene cura.

Sotto alla composizione troveremo poi una sfilza di simboli. Alcuni sono davvero chiari ed è facile capire cosa significano. Per altri invece la questione si fa un po’ più spinosa. Vediamoli

Le informazioni di lavaggio ci vengono fornite dal simbolo della vaschetta. 

Se la vaschetta è vuota è consentito il lavaggio in acqua con qualsiasi ciclo e temperatura. 

Una mano all’interno della vaschetta ci dice che il capo va lavato a mano.

Se all’interno della vaschetta è presente un numero questo corrisponde alla temperatura massima consentita per quel capo. Se sotto alla vaschetta è presente una linea questa indica che è necessario un ciclo delicato.

La vaschetta può essere barrata, questo vuole dire che il capo non può essere lavato in acqua.

Indicata dal simbolo del ferro da stiro accompagnato da puntini, che corrispondono a temperatura bassa, media, o massima. 

Un ferro da stiro con una X sotto indica che è sconsigliato o vietato l’utilizzo del vapore.

Le temperature per il ferro: MINIMA fino a110°; MEDIA da 110° a 150°; MASSIMA fino a 220°

Il quadrato fa riferimento all’asciugatura. 

Con un cerchio all’interno si riferisce all’asciugatrice indicandone la temperatura. Questa viene, come nel caso del ferro da stiro, indicata con pallini. Una linea sotto al quadrato indica la necessità di impostare un ciclo delicato.

Un quadrato vuoto indica invece l’asciugatura all’aria aperta. All’interno del quadrato possono esserci linee: in verticale se il capo deve essere appeso, in orizzontale se è bene asciugare il capo in piano.

Il lavaggio a secco è un procedimento riservato ai professionisti del settore e può essere effettuato in lavanderia. Una lettera all’interno del cerchio indica quali prodotti chimici sono consentiti o esclusi. 

Nella manutenzione ordinaria non ci interessa realmente questa sezione, in quanto è dedicata a procedimenti di lavaggio eseguiti da professionisti del settore.


Sulla tua etichetta c’è un simbolo sconosciuto o misterioso? Chiedi consiglio ad una lavanderia, fai una ricerca su internet o lascia un commento qui sotto! Vediamo di darti una mano!


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Come lavare la tua felpa

lavare felpa - etichetta lavaggio

Vediamo come lavare la tua felpa PUNTO. Perché ci siamo ripetuti mille mila volte che dobbiamo comprare meglio, che dobbiamo acquistare vestiti di qualità, ma una corretta manutenzione è fondamentale perché quell’oggetto duri nel tempo. 

Vedremo come lavare a asciugare quella bella felpa che ti sei comprat* o stai pensando di comprare.

I consigli che troverete di seguito si possono applicare a qualsiasi tuta o capo in felpa, ove non sia specificato diversamente nell’etichetta.

(A proposito di etichette: sai come decodificarle?)

Buona notizia: lavare la tua felpa è facile. La puoi mettere in lavatrice usando un lavaggio normale a massimo 40 gradi

Personalmente consiglio di non utilizzare la centrifuga a tutta manetta. 800 giri al minuto saranno sufficienti, ma se arrivi a 1000 non succede niente.

Usa una quantità ragionevole di detersivo. Troppo detersivo, oltre che inutile e inquinante, rischia di danneggiare la tua bella felpa. Se non viene risciacquato bene il detersivo in eccesso può danneggiare e spezzare le fibre di cotone, e a lungo andare provocare strappi.

Ammorbidente: l’ammorbidente a lungo andare crea una patina sulle fibre che le rende meno assorbenti. D’altra parte però aiuta a mantenere le fibre morbide e fibre morbide sono indispensabili perché il capo invecchi più lentamente. Quindi a voi la scelta. Io personalmente lo uso, senza esagerare con le dosi. 

Separare i colori. Una cosa fondamentale per non fare disastri è imparare a separare i colori. Metti la tua felpa in lavatrice solo con colori simili. Solitamente abbassando la temperatura sotto ai 30 gradi si è più al sicuro dal rischio di dispersione di colore e tinture involontarie. Temperature fredde aiutano anche a preservare i colori brillanti nel tempo. 

Considera di pretrattate le macchie più evidenti. Se non sai come fare qui se ne parla ( MACCHIE COMUNI: COSA FARE)

Lavare a rovescio e con la cerniera chiusa

Lo stiro è consentito a temperatura media, ovvero compresa tra 110 e 150°. 

Tuttavia è necessario fare attenzione alle stampe gommose, evitando di stirarle se non volete ritrovarvele attaccate al ferro. È invece sempre possibile stirare i miei pattern che sono stampati con una vernice che impregna le fibre, e senza l’aggiunta di pellicole.

L’asciugatrice è consentita a basse temperature, meglio ancora se con cicli delicati. Tuttavia il metodo migliore per asciugare una felpa PUNTO è in piano, meglio se a rovescio, in luogo ventilato e al riparo dai raggi del sole. Quando è bagnata la fibra di cotone è delicata e non particolarmente elastica quindi è vivamente sconsigliato far asciugare qualsiasi capo in cotone direttamente sulle grucce (o stampelle) per evitare deformazioni o rotture nella zona delle spalle. 

Il mio consiglio è, dove non è possibile stenderla in piano, di cambiare di frequente posizione alla felpa, ad esempio mettendola prima al dritto poi al rovescio.

  • Non strizzare o torcere da bagnata
  • Non candeggiare
  • Lavaggio a secco sconsigliato. Rivolgersi a professionisti
  • Non la riporre mai umida nell’armadio
  1. Seguire sempre le istruzioni riportate nell’etichetta. Se non sai decodificare le etichette, trovi tutto o quasi sull’argomento qui.
  2. Carica la lavatrice con criterio: l’ideale è 3/4 del cestello.
  3. Non lasciare i vestiti bagnati nella lavatrice. Toglili sempre il prima possibile.
  4. Frequenza di lavaggio: Lavare un tessuto è da considerare un’azione stressante per questo’ultimo. Lava il tuo indumento solo quando è necessario, e fallo nella maniera più delicata possibile.
  5. Separa i colori quando fai la lavatrice.
  6. Separa i tessuti quando fai la lavatrice
  7. Nel dubbio acqua fredda
  8. Lavare i vestiti a rovescio è un buon modo per allungarne la vita
  9. Ricordati di chiudere sempre le cerniere e i bottoni prima di mettere un indumento in lavatrice
  10. Considera di lavare i capi più delicati utilizzando sacchetti protettivi.
  11. Quando ti macchi e te ne accorgi, intervieni prontamente: QUI una serie di consigli per le macchie più frequenti
  12. Se puoi evita di usare l’asciugatrice
  13. A meno che non si tratti di lenzuola bianche, non mettere ad asciugare i vestiti in pieno sole
  14. Se ti accorgi di piccoli buchi o scuciture riparali (o falli riparare) prima che si trasformino in voragini.
  15. Non fare esperimenti proprio al centro del tuo capo. Se vuoi provare la temperatura del ferro o il tuo nuovo prodotto miracoloso per le macchie di tè, fallo in un punto nascosto, come l’interno delle tasche o del cappuccio
  16. Conservare i vestiti ben piegati nell’armadio è meglio che appenderli
  17. Non mettere la roba troppo pigiata nell’armadio.
  18. Fare il cambio di stagione all’armadio è un buon modo per avere davvero presente quello che c’è dentro
  19. Occhio all’umidità. Non mettere le cose umide nell’armadio per evitare che si formi la muffa.
  20. Dai aria al tuo armadio aprendo le ante
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Macchie comuni: come toglierle dai tuoi vestiti

Vediamo come eliminare le macchie più comuni dai nostri vestiti. Vi sorprenderà ma la parola bicarbonato compare solo una volta!

Ci sono certe macchie che sono davvero noiose. Ad esempio le macchie del caffè, odiose e difficili da mandare via. Bad News. Molto spesso il lavaggio in lavatrice fissa la macchia per sempre o quasi. Mi sentirete dirlo fino alla stupidità ma la tempestività e fondamentale per buoni risultati.

D’altra parte non si può passare la vita ad aver paura di sporcarsi. Quindi armiamoci di leggerezza, olio di gomito e vediamo se c’è qualcosa che si può fare per queste stupide macchie.

Innanzi tutto, le macchie difficili vanno pretrattate, ovvero, vanno eliminate prima di mettere il capo in lavatrice.

In commercio esiste una gran varietà di prodotti specifici per le macchie più comuni. Io ho usato spesso quello per le macchie di grasso, e devo dire con risultati sorprendenti. Non sono prodotti per la pulizia ordinaria, se ne usa qualche di goccia solo sulla macchia da trattare. Sono prodotti un po’ aggressivi, e sono certa anche piuttosto inquinanti. Tuttavia riescono a risolvere il problema il 90% delle volte, evitando sprechi di diverso tipo ( lavare la stessa cosa 5 volte, dover buttare un capo rovinato).

In questo articolo vedremo come affrontare le macchie pi comuni con rimedi casalinghi e con ingredienti che quasi sicuramente avete in casa. Ci sono però tre cose che vanno tenute a mente fin da subito:

  • Il tempismo è fondamentale
  • Nel dubbio usare acqua fredda
  • Sapone liquido, spazzolino e giù strofinare, funzionano il 70% delle volte.

Ma andiamo a vedere macchia per macchia.

macchie comuni - olio

In questo caso è necessario mantenere il sangue freddo. Non strofinare l’area per evitare che la macchia si espanda. Tamponarla velocemente usando la carta assorbente. Distribuire una piccola quantità di sgrassatore o detersivo per i piatti e lasciare agire qualche minuto prima di risciacquare e procedere con il lavaggio normale. è possibile usare anche del talco prima del detersivo, per assorbire la maggior parte del grasso senza strofinare. 

macchie comuni - sangue

Parola d’ordine: acqua fredda, meglio se gelida. Niente al mondo fissa una macchia di sangue come l’acqua calda. Se la macchia è secca usare l’acqua ossigenata per riattivala e poi acqua fredda e strofinare con sapone da bucato. In questi casi un detergente specifico può davvero aiutare. Se la macchia di sangue è molto vecchia può essere utile anche il detergetnte per macchie di ruggine

macchie comuni - gelato

Anche in questo caso per evitare che la macchia si fissi bisogna pretrattate con acqua fredda. Usare una spazzola da bucato, o spazzolino e lavare con sapone di marsiglia. Risciacquare abbondantemente. Anche in questi casi se la macchia è vecchia si può provare a riattivare usando l’acqua ossigenata.

macchie comuni - vino

Tempestività, innanzitutto. Tra le macchie più comuni quella di vino rosso è quella che è più facile da mandare via se si agisce immediatamente. Se messa sotto un getto d’ascia fredda prima che si secchi, la macchia sparisce praticamente all’istante senza lasciare aloni. Se non potete farlo Tamponare la zona interessata con un fazzoletto o un panno e cospargere di bicarbonato o talco, che assorbiranno l’umidità in eccesso. Il succo di limone è un buon alleato contro le macchie di vino rosso, quindi cospargere la macchia di succo e lasciare agire per 10-15 minuti.  Se il tessuto lo consente, lavare la zona interessata con acqua bollente e risciacquare con acqua fredda.

macchie comuni - caffè

Votatevi a qualche santo perché tè e caffè sono veramente difficili da smacchiare. 

Innanzitutto tamponare per contenere la macchia e provare a sciacquare immediatamente con acqua fredda. Se la macchia persiste, si può provare con una soluzione di acqua e alcool, ma solamente su tessuti resistenti. In questo caso suggerisco vivamente l’utilizzo di un detergente specifico.

macchie comuni - erba

Provare inumidendo la zona e poi strofinare con acqua e sapone liquido o di marsiglia. Lasciare agire e risciaquare. In caso sia rimasto qualche alone provare con un panno o batuffolo di cotone imbevuto di alcool. 

macchie comuni - inchiostro

Potete provare a cospargerla di sale ( che assorbe l’eccesso di liquido) e successivamente con succo di limone. Segni di penna a sfera possono essere eliminati usando un cotton fioc imbevuto di alcool.

macchie comuni - fango

Una volta secco, spazzolare o sbattere per togliere l’eccesso. Il fango deve essere reidratato, quindi lavato via con acqua e sapone frizionando. Il mio libro sulle macchie1 dice di passare sulla macchia una fetta di patata cruda. Sinceramente non ne ho mai avuto bisogno, però non si sa mai. Se necessario ripetere l’operazione più volte, poi procedere alla manutenzione ordinaria dell’indumento.

  • Se volete per forza utilizzare, benzina, latticello e ammoniaca, andate a consultare la Piccola Enciclopedia del Bucato, Miele, la trovate qui in formato pdf.
  • Un altro pdf che può essere utile da stampare e studiare prima di addormentarsi QUI
  1. Come tenere la casa a posto, di Fiamma Niccolini Adimari, 1986. Un vero concentrato di patriarcato e sottomissione femminile. Spero sia fuori commercio. Tuttavia contiene informazioni valide sulla manutenzione, e ahimè a volte lo consulto. ↩︎
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Come misurare una felpa che ti piace

In questo articolo vedremo come fare a misurare una felpa che ci piace

Questo può essere utile, sia per determinare a quale taglia PUNTO fare riferimento, sia nella creazione di una felpa su misura.

guarda il tutorial

Innanzi tutto ci serve una felpa che ci piace.

Ci sono molti motivi per cui una felpa ci può piacere. Il colore, la sensazione che ci produce il materiale a contatto con la pelle, e non ultimo il vissuto che abbiamo di quel capo, i nostri ricordi.

In questo caso però ci serve una felpa che ci piace come ci sta addosso. Potremo sempre decidere di fare delle modifiche, come aggiungere o togliere il cappuccio o una cerniera, stringerla o allungarla. L’importante è che sia un indumento in cui, in linea di massima, stiamo comodi.

Quindi, prendiamo quella felpa e stendiamola su un piano. Letto, pavimento, tavolo, bagnasciuga, basta che sia una superficie abbastanza grande da permetterci di stendere la felpa con la maniche aperte, in modo che faccia meno grinze possibile.

Adesso ci serve un metro. Può essere un metro da sarta, un righello lungo, un metro da carpentiere, usate lo strumento che avete e con cui vi trovate a vostro agio.

Prenderemo 4 misure, appoggiando il metro come indicato dalle linee rosse.

come misurare felpa 1
come misurare felpa 3
come misurare felpa 2
come misurare felpa 4
  1. Metà circonferenza torace: da misurare appena sotto all’attaccatura delle maniche (all’altezza delle ascelle)
  2. Lunghezza: da misurare dalla base del collo alla fine della felpa, compreso il bordo
  3. Lunghezza manica: dall’attaccatura della manica al polsino compreso
  4. Larghezza spalle: misurare dall’attaccatura di una manica all’altra

MODIFICHE: ricorda, possiamo anche modificare queste misure! Quindi mentre la indossi pensa a cosa potrebbe renderla ancora più perfetta di così! Magari la vuoi qualche centimetro più lunga? O la facciamo crop?

Se siete proprio pignol* a questo punto fate una foto avendo cura di tenere la macchina/il cellulare il più possibile parallelo alla superficie d’appoggio. Insieme alle misure inviami anche la foto, così avrò davvero tutti gli elementi necessari per fare il tuo cartamodello.

Spero che questo articolo risolva ogni tuo dubbio, in caso contrario scrivimi o lascialo detto nei commenti, potrebbe sempre servire anche a qualcun’altr*.

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Meticce Personalizzate – Guida 3

METICCE PERSONALIZZATE  – Una guida pratica

Capitolo 3

Queste piccole guide sono pensate per chi teme che farsi confezionare un capo a distanza sia troppo complicato!

in questo capitolo:

LA GIUSTA MISURA – come scegliere la tua taglia

In questa guida spiegherò brevemente come sono state pensate le taglie PUNTO e come fare a scegliere la misura delle propria MeticciaPersonalizzata! ♡

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Meticce Personalizzate – Guida 2

METICCE PERSONALIZZATE  – Una guida pratica

Capitolo 2

Queste piccole guide sono pensate per chi teme che farsi confezionare un capo a distanza sia troppo complicato!

in questo capitolo:

MATERIALI PREZIOSI – Di cosa sarà fatta la tua FelpaMeticcia?

Per la maggior parte sarà fatta di tessuto proveniente da abbigliamento inutilizzato
In generale con il termine UPCYCLING si intende l’utilizzo di materiali destinati ad essere gettati, per creare oggetti nuovi dal valore maggiore del materiale originale, prolungandone il ciclo di vita (con benefici per noi e per l’ambiente che ci circonda)
In questo caso uso vestiti che nessuno mette più, per confezionare un capo comodo e realizzato per essere proprio quello che desideri.

I tessuti sono preziosissimi; per fabbricarli sono state impiegate risorse di valore, ad esempio tantissima acqua, e altre risorse vengono impiegate per il loro smaltimento o riciclo.
Utilizzarli così come sono, o alterandoli quel tanto che basta per renderli più attrattivi (ad esempio stampandoli) mi sembra una buona pratica ♡

In questa guida vedremo quali sono le opzioni a disposizione per quello che riguarda i materiali di cui è fatta una Meticcia Personalizzata!

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Meticce Personalizzate – Guida 1

METICCE PERSONALIZZATE Una guida pratica

Capitolo 1

Queste piccole guide sono pensate per chi teme che farsi confezionare un capo a distanza sia troppo complicato!

in questo capitolo:

LASCIATI ISPIRARE – come comunicarmi la tua ispirazione

Che rappresentino felpe sportive, abbigliamento tradizionale sardo o stampe espressioniste, le IMMAGINI sono un modo efficace di comunicare la tua ispirazione! 

A colpirci può essere un abbinamento di colore o una forma geometrica, poco importa se viene da un barattolo di marmellata o da una stampa giapponese.

Circoscrivere la nostra ispirazione a un paio di immagini è un esercizio che richiede un po’ di pratica, ma di fatto si tratta di osservare le immagini e domandarsi: di questa cosa che mi piace cos’è che vorrei indossare? 

Dillo a me, e io cercherò di tradurre le tue suggestioni in un progetto personalizzato!