Ci sono molti motivi per cui una felpa ci può piacere. Il colore, la sensazione che ci produce il materiale a contatto con la pelle, e non ultimo il vissuto che abbiamo di quel capo, i nostri ricordi.
In questo caso però ci serve una felpa che ci piace come ci sta addosso. Potremo sempre decidere di fare delle modifiche, come aggiungere o togliere il cappuccio o una cerniera, stringerla o allungarla. L’importante è che sia un indumento in cui, in linea di massima, stiamo comodi.
Quindi, prendiamo quella felpa e stendiamola su un piano. Letto, pavimento, tavolo, bagnasciuga, basta che sia una superficie abbastanza grande da permetterci di stendere la felpa con la maniche aperte, in modo che faccia meno grinze possibile.
Adesso ci serve un metro. Può essere un metro da sarta, un righello lungo, un metro da carpentiere, usate lo strumento che avete e con cui vi trovate a vostro agio.
Prenderemo 4 misure, appoggiando il metro come indicato dalle linee rosse.
Metà circonferenza torace: da misurare appena sotto all’attaccatura delle maniche (all’altezza delle ascelle)
Lunghezza: da misurare dalla base del collo alla fine della felpa, compreso il bordo
Lunghezza manica: dall’attaccatura della manica al polsino compreso
Larghezza spalle: misurare dall’attaccatura di una manica all’altra
MODIFICHE: ricorda, possiamo anche modificare queste misure! Quindi mentre la indossi pensa a cosa potrebbe renderla ancora più perfetta di così! Magari la vuoi qualche centimetro più lunga? O la facciamo crop?
Se siete proprio pignol* a questo punto fate una foto avendo cura di tenere la macchina/il cellulare il più possibile parallelo alla superficie d’appoggio. Insieme alle misure inviami anche la foto, così avrò davvero tutti gli elementi necessari per fare il tuo cartamodello.
Spero che questo articolo risolva ogni tuo dubbio, in caso contrario scrivimi o lascialo detto nei commenti, potrebbe sempre servire anche a qualcun’altr*.
STORIA DELLA TAGLIE DI PUNTO, un approccio estremo?
Colgo l’occasione del restyling della mia tabella taglie per scrivere due righe su un argomento che mi sta molto a cuore.
Le taglie, come unità di misura, si trasformano nel corso dei decenni, variano da continente a continente, e come è noto, anche da brand a brand.
Nella confezione classica italiana si studia che le taglie corrispondono a metà della circonferenza torace. Una taglia 42 (che è la base da cui si parte per lo sviluppo delle altre), avrà una circonferenza seno di 84. Questo però solo nella teoria, perchè in pratica ogni marchio fa come gli pare.
Legato alle taglie c’è poi un enorme discorso che ruota intorno all’accettazione del proprio corpo e all’imposizione di modelli estetici che io mi rifiuto di portare avanti.
Le mie sono felpe che negli anni 90 si sarebbero chiamate oversize. Oggi è una parola un po’ discussa e sono ancora alla ricerca di un termine che renda l’idea senza dare per scontata una discriminazione.
D’altra parte era necessario stabilire delle regole per rendersi comprensibile.
Come assegnargli una taglia? La taglia del corpo che secondo me la dovrebbe indossare? La taglia in base alle misure di confezione? Le taglie americane?
Alla fine ho deciso di studiare la taglia M sulle mie misure
PUNTO si è letteralmente sviluppato intorno a me, alle mie esigenze lavorative e al mio gusto estetico. Ad oggi i miei modelli sono disponibili in 4 taglie per le felpe e 2 per i pantaloni. Sono capi pensati per avere una vestibilità* confortevole, e utilizzo principalmente tessuti che hanno un minimo di elaticità.
All’inizio, proprio nella preistoria di PUNTO, le prime felpe le ho realizzate per me e per le persone che avevo intorno.
Quindi quando è stata l’ora di dare un nome alle diverse taglie ho usato il mio corpo come termine di paragone. Non so se qualcuno se ne avrà a male, ma in fin dei conti mi è sembrato l’approccio più razionale di tutti.
Ci tengo a sottolineare che niente di tutto questo ha a che fare con qualche forma di giudizio.
Parlando di misure, che sono dati oggettivi, ce ne sono di più piccole e di più grandi rispetto alle mie.
So che il mio può essere considerato un approccio poco funzionale, ma sono stanca di gente in sbattimento per le taglie. Ho deciso di usare il mio brand per questo esperimento.
Quindi non solo ho calibrato la taglia M su di me, ma anche come a me piace portare le felpe.
qui indosso una taglia S
qui indosso una taglia L
Ci sono mille modi di indossare lo stesso capo, quindi raccomando a tutti di munirsi di un metro e iniziare ad avere a che fare più con le misure che con le taglie. Le taglie non sono sono dei riferimenti oggettivi, mentre lo sono le misure.
Di seguito qualche dato per capire come sono fatta io.
circonferenza seno 92
circonferenza vita: 74
circonferenza fianchi 98
altezza 160
In linea generale sono considerata una taglia 44 Italiana e una 40 europea, anche se sappiamo che questi riferimenti possono diventare privi di senso se confrontiamo capi di diversi marchi.
NOTE
*Vestibilità: nel linguaggio comune il termine che indica la capacità di un abito di adattarsi al corpo senza fare difetto, ovvero senza fare grinze, rigonfiamenti o infastidire. Nella terminologia sartoriale invece si usa questo termine per indicare il grado di aderenza di un indumento a un corpo. Ad esempio una vestibilità SLIM è quella di un capo pensato per essere aderente al corpo, una vestibilità REGOLARE è quella di un capo pensato per avvolgere il corpo senza toccarlo.
In questo articolo vorrei parlarvi di merceologia tessile ovvero la disciplina che studia i tessuti.
Lo scopo è introdurre un argomento molto vasto e molto specialistico, che però riguarda da vicino non solo gli addetti ai lavori, ma tutte le persone che indossano vestiti!
Inoltre avere padronanza di un po’ di lessico del settore può essere molto utile se decidiamo di farci confezionare un capo su misura, ma può anche aiutarci negli acquisti, oltre che nella manutenzione dei nostri capi.
Con merceologia tessile intendiamo la disciplina che studia i tessuti, permettendoci di catalogarli e descriverli.
Questi sono manufatti a superfici piana, sottili e flessibili, realizzati con intreccio di fili, denominato armatura.
Possono dividersi macro-famiglie di cui le più comuni sono tessuti a navetta e tessuti a maglia.
Per descrivere un tessuto è bene dichiararne immediatamente l’intreccio e la composizione.
Nella foto ad esempio vediamo una maglia rasata di cotone (dove maglia rasata è l’intreccio, e di cotone la composizione)
maglia rasata di cotone ( o felpa) con rovescio garzato
navette del tipo più semplice, con intaccatura per arrotolare il filo di trama
I TESSUTI A NAVETTA
I tessuti a navetta si ottengono dall’intreccio perpendicolare di fili di ordito e trama.
La navetta o spoletta è l’attrezzo che contiene il filato per tessere. Entrando nel passo aperto tra i fili dell’ordito permette di inserire il filo di trama e costruire un tessuto.
ARMATURE FONDAMENTALI
TELA: è un intreccio semplice che si presenta identico su entrambe le facce.
SAIA: intreccio con nervature oblique.
RASO: presenta un aspetto uniforme, lucido sulla faccia ordito e opaco sulla faccia trama
Questi si possono considerare gli intrecci di base, ma le possibilità sono sconfinate. Ad esempio è possibile aggiungere fili addizionali, come nel caso dei tessuti jacquard, dei broccati, o di lavorazioni a pelo, come ad esempio la spugna o il velluto.
La scrittura dell’armatura si chiama messa in carta e rappresenta graficamente l’intreccio di fili di un tessuto.
Ogni casella nera corrisponde al passaggio di un filo di ordito sopra a quello di trama.
TESSUTI A MAGLIA
I tessuti a maglia sono realizzati intrecciando un singolo filo intorno a sé stesso, creando una serie di maglie, boccole e riposo.
Questo insieme di tessuti sono fatti usando un procedimento simile a quello della lavorazione all’uncinetto o ai ferri. In questo caso però dalla lavorazione del filato, non si ottiene un capo finito ma un tessuto, che verrà successivamente tagliato e confezionato.
Anche in questo caso i tipi di intrecci sono molteplici. Da questi dipenderà l’aspetto finale del prodotto (rasato, a coste, traforato, jacquard, operato)
Un gruppo di maglie disposte orizzontalmente vengono definite rango, mentre un gruppo di maglie disposte verticalmente vengono definite colonna.
MERCEOLOGIA TESSILE – COMPOSIZIONE: LE FIBRE
fibra di cotone
La composizione fa riferimento alla materia di cui sono fatti i filati usati nell’armatura.
Ogni fibra ha caratteristiche specifiche, che andranno a determinare non solo l’aspetto ma anche le risposte meccaniche e termiche di quella stoffa.
Non è raro che nella produzione di tessuti per l’abbigliamento le fibre vengano mescolate per andare a smussare o correggere caratteristiche specifiche di una fibra. Sebbene idealmente questo procedimento sia volto a migliorare le caratteristiche del tessuto, non è raro che fibre più economiche siano mescolate ad altre più pregiate per abbassare i costi di produzione ( a discapito della qualità)
Andremo a fare un elenco (contenuto) delle fibre tessili più usate, concentrandoci sulle caratteristiche proprie di ogni fibra, ma soprattutto su come prendersene cura, per non rovinare i capi e farli durare il più a lungo possibile.
ATTENZIONE: nel caso in cui il vostro capo sia composto da fibre miste, eseguite la manutenzione più adatta a quella più delicata.
IL COTONE
Fibra di origine vegetale, ottenuta dalla lavorazione dell’omonima pianta.
Assorbe umidità e sudore.
Non trattiene il calore del corpo
Non elastico. Buona resistenza alla trazione meccanica soprattutto se la fibra è bagnata
Esistono svariate varietà di cotone e sono categorizzate in base a colore, morbidezza, lucentezza e lunghezza della fibra.
Fiocco di cotone
Il cotone è biodegradabile ma la sua produzione ha un elevato impatto ambientale, soprattutto legato alle elevate quantità di acqua richieste per la coltivazione delle piante.
MANUTENZIONE: Il cotone sopporta bene le alte temperature sia durante il lavaggio che nello stiro. Il calo durante i primi lavaggi è elevato. Può essere lavato a mano o in lavatrice senza particolari problemi. Quando la fibra è umida migliora la sua resistenza. Evitare l’asciugatura alla luce diretta del sole perché indebolisce e ingiallisce la fibra. In asciugatrice non ha problemi anche con i cicli caldi.
LINO
Fibra di origine vegetale, ottenuta dalla lavorazione dell’omonima pianta.
Assorbe umidità e sudore.
Non trattiene il calore del corpo
Poco elastico. Buona resistenza alla trazione meccanica
Il lino si classifica secondo il grado di finezza delle fibre: più è fine più è pregiato.
I tessuti ottenuti con questa fibra sono freschissimi e molto resistenti all’usura.
Fibra di lino
Il lino è biodegradabile, freschissimo e anallergico.
MANUTENZIONE: La manutenzione del lino non è complessa ma essendo una fibra piuttosto rigida si stropiccia molto facilmente. Può essere lavato in lavatrice fino a 60 gradi, facendo attenzione a non esagerare con la centrifuga. Può sopportare l’asciugatrice, ma è meglio togliere il capo prima che sia completamente asciutto
CANAPA
Fibra di origine vegetale, ottenuta dalla lavorazione dell’omonima pianta.
Assorbe umidità e sudore.
Non trattiene il calore del corpo
Non elastico. Buona resistenza alla trazione meccanica
Quella di canapa è una fibra anallergica, antisettica, e antistatica.
fibra di canapa
La canapa è rapida nella crescita e non necessita di attenzioni particolari. Può essere coltivata ripetutamente sullo stesso terreno dal momento che non lo impoverisce.
MANUTENZIONE: Molto simile a quella del lino. è possibile usare una lavartice, meglio non superare i 60 gradi. Attenzione alla centrifuga. Asciugatura al riparo dai raggi diretti del sole. Da evitare il lavaggio a secco. Può sopportare l’asciugatrice, ma è meglio togliere il capo prima che sia completamente asciutto. Tollera ferro da stiro caldo.
LANA
Fibra di origine animale, ottenuta soprattutto dal pelo di caprini ovini.
Contiene una sostanza chiamata lanolina, con proprietà antinfiammatorie e impermeabili, quindi, sebbene assorba l’umidità (fino al 30% del suo peso), non dà la sensazione di umido sul corpo.
Assorbe umidità e sudore.
Trattiene il calore del corpo
Elastica, ma scarsa resistenza alla trazione meccanica
L’allergia alla lana non esiste. Il prurito può dipendere dalle squame di cui sono ricoperte le fibre
Fibra di lana
La lana può essere rigenerata in maniera molto efficace e con scarsa perdita di qualità.
MANUTENZIONE: Nemica della lana sono la frizione e il calore. Per evitare di rovinare un capo in lana è quindi consigliabile usare basse temperature ed escludere la centrifuga o ridurne la potenza. Può essere attaccata dalle tarme. Asciuga il capo in piano. Evita l’esposizione diretta al sole o al calore eccessivo, che potrebbero causare deformazioni. Stiro a temperatura moderata
SETA
Fibra di origine animale, ottenuta dalla lavorazione dei bozzoli di bachi da seta (Bombix Mori) Un bozzolo contiene da 800 a 1000 metri di bava. Per estrarre la fibra i bozzoli vengono bolliti.
Assorbe umidità e sudore.
Trattiene il calore del corpo
Elastica, ma scarsa resistenza alla trazione meccanica
La storia della lavorazione della seta è molto interessante, e merita un approfondimento per chi ha un po’ di tempo e voglia!
Bozzoli di Bombix Mori
Da 100 kg di bozzoli si ricavano 20/25 kg di seta cruda
MANUTENZIONE: Lavare in acqua fredda, e dove possibile escludere la centrifuga. Evitare trazioni o torsioni soprattutto se il capo è bagnato. Si può rimuovere l’eccesso di acqua tamponando con un asciugamano. Temperatura ferro medio bassa. Conservare il capo al riparo dalla luce e dall’umidità perché ingiallisce facilmente.
VISCOSA
Fibra artificiale, ottenuta dalla lavorazione di cellulosa.
Inizialmente venduta come sete artificiale, la fibra di viscosa unisce in sé caratteristiche proprie delle fibre vegetali e di quelle sintetiche. Sebbene ottenuta da cellulosa l’impatto ambientale della produzione di viscosa è enorme.
Assorbe umidità e sudore.
Non trattiene il calore del corpo
Elastica, ottima resistenza alla trazione meccanica
Fibra di viscosa
La viscosa ha un elevato impatto ambientale perché è molto usata nella produzione di abbigliamento di massa.
MANUTENZIONE: Il capo in viscosa può essere lavato in lavatrice con cicli delicati a temperatura fredda. Acqua calda e frizione possono far restringere il capo. Preferire il ferro da stiro medio basso e dove possibile stirare al rovescio. Evitare l’asciugatrice.
POLIESTERE
Fibra sintetica, brevettata nel 1941 e derivata dalla lavorazione del petrolio. Dalla sua invenzione ha modificato profondamente l’industria tessile.
Viene spesso impiegata insieme alla lana, al cotone o ad altre fibre naturali per aumentarne la robustezza e favorire la manutenzione.
Non assorbe umidità e sudore.
Trattiene il calore del corpo
Elastica, ottima resistenza alla trazione meccanica
resiste alla luce, all’abrasione, non si deforma in modo permanente.
Fibra di poliestere
Non si degrada, e durante il lavaggio rilascia micro-plastiche
MANUTENZIONE: Il poliestere è di facile manutenzione ma attenzione al calore. Può essere lavato in lavatrice evitando le temperature superiori a 40/50 gradi. Evitare l’asciugatrice e lo stiro ad alte temperature. I capi in poliestere tendono a favorire l’insorgenza di cattivi odori. Non si sgualcisce e solitamente non ha bisogno dello stiro.
ELASTAN
Fibra sintetica di poliuretano, nota per la sua elevata elasticità. Può essere allungata fino al 500% senza rompersi.
Non assorbe umidità e sudore.
Trattiene il calore del corpo
Elastica, e ottima resistenza alla trazione meccanica
Fibra di elastan
Commercialmente nota con il nome di Lycra
MANUTENZIONE: L’elastan è di facile manutenzione ma attenzione al calore. Può essere lavato in lavatrice evitando le temperature superiori a 40/50 gradi. Evitare l’asciugatrice e lo stiro ad alte temperature. I capi in elastan non si sgualciscono. Ingiallisce e perde elasticità e resistenza a temperature superiori a 150 °C.
CONCLUSIONI
Nn serve essere degli esperti di merceologia tessile per prendersi cura dei propri vestiti. A volte è sufficiente qualche nozione per evitare di fare disastri con la lavatrice.
Vi voglio mostrare una cosa che solitamente rimane tra me e il cliente, ma che credo sia interessante condividere per far capire che nella progettazione di una felpa personalizzata, non c’è quasi niente di misterioso!
Ho preparato una selezione di progetti affiancati dalle felpe realizzate.
La felpa di Bruno
progetto Brunofelpa Bruno
Questa è la felpa di Bruno. Quello che vedete a sinistra è forse il decimo bozzetto che mi ha fatto fare! Molto esigente Bruno!
Il suo imperativo era: voglio che sia enorme! Abbiamo misurato una felpa che già possedeva e indossava volentieri per evitare che enorme si trasformasse in senza forma. Per quanto riguarda i materiali ci siamo orientati su una mano invernale, quindi l’interno dei tessuti è garzato, ovvero pelosetto! Bruno ha optato per stampa geometrica, prevalenza di nero e colori della terra e del bosco
La felpa anni 80
progetto anni 80felpa anni 80
Questa è stata chiamata anni 80 in corso d’opera. Anche questo progetto è stato modificato più e più volte! La cliente voleva fare un regalo ed era certa di una cosa sola: i colori devono spaccare tutto! Abbiamo iniziato con un mix di 4 colori, poi semplificato a questi tre.
Io adoro il contrasto dell’azzurro con questo senape con stampa geometrica. La felpa è stata confezionata in una taglia L.
La felpa di Cal
progetto Calfelpa Cal
La felpa che con Cal abbiamo progettato ad agosto con 40 gradi all’ombra. Lei mi ha chiesto una felpa con prevalenza di nero, stampa zebrata e un verde Tiffany che non avevo a disposizione. Le ho proposto questo colore e questo bozzetto. E le è piaciuto, buona la prima!
A oggi è uno dei modelli che più attira l’attenzione e mi è stato chiesto più volte di realizzarlo in altri colori o con altre misure.
E la tua quando la facciamo?
Con questi esempi spero di averti fatto capire due cose:
Insieme possiamo scegliere tutto, ma proprio tutto della tua felpa (colori, materiali, finiture, dettagli)
Ti verrà presentato un progetto come quelli che hai visto, così non ci saranno sorprese.
Queste piccole guide sono pensate per chi teme che farsi confezionare un capo a distanza sia troppo complicato!
in questo capitolo:
MATERIALI PREZIOSI – Di cosa sarà fatta la tua FelpaMeticcia?
Per la maggior parte sarà fatta di tessuto proveniente da abbigliamento inutilizzato. In generale con il termine UPCYCLING si intende l’utilizzo di materiali destinati ad essere gettati, per creare oggetti nuovi dal valore maggiore del materiale originale, prolungandone il ciclo di vita (con benefici per noi e per l’ambiente che ci circonda) In questo caso uso vestiti che nessuno mette più, per confezionare un capo comodo e realizzato per essere proprio quello che desideri.
I tessuti sono preziosissimi; per fabbricarli sono state impiegate risorse di valore, ad esempio tantissima acqua, e altre risorse vengono impiegate per il loro smaltimento o riciclo. Utilizzarli così come sono, o alterandoli quel tanto che basta per renderli più attrattivi (ad esempio stampandoli) mi sembra una buona pratica ♡
In questa guida vedremo quali sono le opzioni a disposizione per quello che riguarda i materiali di cui è fatta una Meticcia Personalizzata!
Queste piccole guide sono pensate per chi teme che farsi confezionare un capo a distanza sia troppo complicato!
in questo capitolo:
LASCIATI ISPIRARE – come comunicarmi la tua ispirazione
Che rappresentino felpe sportive, abbigliamento tradizionale sardo o stampe espressioniste, le IMMAGINI sono un modo efficace di comunicare la tua ispirazione!
A colpirci può essere un abbinamento di colore o una forma geometrica, poco importa se viene da un barattolo di marmellata o da una stampa giapponese.
Circoscrivere la nostra ispirazione a un paio di immagini è un esercizio che richiede un po’ di pratica, ma di fatto si tratta di osservare le immagini e domandarsi: di questa cosa che mi piace cos’è che vorrei indossare?
Dillo a me, e io cercherò di tradurre le tue suggestioni in un progetto personalizzato!
“Baratto – Scambio diretto di beni contro beni, senza uso della moneta. Corrisponde a uno stadio primitivo della vita economica, quando manca ancora una merce che sia universale mezzo di scambio, perché accettata da tutti come contropartita nelle transazioni. Secondo vari studi antropologici, ha origine nello scambio di doni, che cementa la vita della comunità o i rapporti tra comunità. (…) Al b. si può tornare nelle economie sviluppate se viene meno la fiducia nel valore della moneta o in situazioni d’emergenza. (…) Il commercio elettronico via Internet, abbattendo i costi di ricerca per la facilità dei collegamenti e l’accesso all’informazione condivisa, ha permesso la nascita di reti di baratto on-line tra consumatori o imprese.”
Lo faccio per dare il mio contributo alla tutela dell’ambiente e perché i vestiti raccontano delle storie, e a me piace cucire insieme queste storie!
Sono sempre a caccia di materiali da utilizzare per il mio progetto, quindi ho deciso di iniziare ad accettare pagamenti felpe.
BARATTO: LE REGOLE DEL NOSTRO ESPERIMENTO
☉ 1 kg di felpe = 7 euro☉
Con ogni chilo di felpe avrai uno sconto di 7 euro. Un chilo equivale a 2/3 felpe da adulto, a seconda della pesantezza del materiale e della dimensione del capo. Puoi arrivare a coprire l’intero prezzo del prodotto.
☉ Lava le tue felpe☉
Va benissimo un lavaggio casalingo a 50°.
☉ Spedizioni☉
Le spedizioni saranno a carico tuo. Puoi usare il corriere che preferisci. Io uso il servizio di spedizioni di Poste Italiane. Fino a 3 kg costa 9 euro, dai 3 ai 5 kg 13 euro.
Io vivo in provincia di Firenze, quindi si può anche organizzare un incontro. Ogni caso verrà valutato singolarmente
☉Verifica le condizioni dei tuoi vestiti☉
Usati sì ma non distrutti! Valuta le condizioni dei capi che stai usando per fare lo scambio. Un buchino va bene, tessuti disintegrati no.
☉Cosa intendo per felpa☉
Consulta questa articolo per sapere quali materiali mi interessano e quali non saranno accettati per lo scambio.
☉Contattami via mail o usando i social☉
Per ora il sistema del sito non accetta pagamenti con baratto, quindi se sei interessat* scrivi una mail, o usa i social per contattarmi! Preparati a mandarmi le foto delle felpe che vuoi mandarmi!
STENCIL: UNA TECNICA DI STAMPA SEMPLICE ED EFFICACE
ovvero come viene stampata una t-shirt PUNTO?
Le magliette che trovi nello shop e i pattern disponibili per le felpe, sono stampate con stencil.
Quella dallo stencil è una tecnica di stampa semplice ma che richiede molta pazienza e precisione. Consiste nel creare una matrice che in alcuni punti scherma e in altri permette il passaggio del colore.
Lo stencil va progettato in negativo. Si praticano delle aperture nel supporto, nel mio caso fogli di pvc, nei punti in cui si vuole permettere il passaggio del colore. La stampa va pensata in strati o livelli, e si devono preparare tante lastre quanti colori o toni si grigio servono per la realizzazione della stampa.
Questo è una matrice per macchie di leopardo. Lo utilizzo moltissimo per la realizzazione delle FelpeMeticce, per arricchire tessuti anonimi.
Si tratta di una stampa semplice, a un solo livello, tuttavia ripetibile in tutte e quattro le direzioni. Questo mi permette di coprire zone più ampie della dimensione del supporto.